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L’abruzzo e il pericolo della mente fragile


Provo a mettermi nei panni dei parenti di tutte le vittime del terremoto d’Abruzzo e di tutte le persone che lo hanno vissuto.  E non riesco a immaginare cosa possano pensare oggi, dopo aver letto che il Premier del loro Paese li ha definiti dei potenziali assassini. Sono incredula di fronte a tanta crudeltà.  E poi rileggo per l’ennesima volta che “la protezione civile non si recherà più in Abruzzo finchè esisterà l’accusa di omicidio colposo“. Perchè  non può rischiare che “qualcuno che ha avuto magari dei familiari morti sotto le macerie e con la mente fragile  gli spari in testa“. Parola di Premier. Ho paura di chi,  dopo che la Procura dell’ Aquila ha messo sotto accusa per omicido colposo e mancato allarme i vertici della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi, reagisce con simili dichiarazioni. Ho paura di chi, a priori, difende le persone che parteciparono e, secondo il verbale, presero parola all’ultima riunione della commissione, il 31 marzo 2009 pochi gioni prima della notte del 6 aprile, della grande scossa che ha fatto ridere alcuni e piangere molti, troppi e messo in ginocchio una regione. La reazione a caldo del commissario Guido Bertolaso è stata che la Procura voleva “ destabilizzare e distruggere la Protezione Civile”. Ora Berlusconi decide di ritirare quest’ultima perchè, secondo lui, c’è una reale minaccia per l’incolumità delle persone che vi lavorano. Al massimo qualche membro della Protezione civile potrà andare in Abruzzo vestito in borghese, senza farsi riconoscere, per non rischiare che le menti labili lo facciano oggetto di atti di violenza. Dopo quella scossa ladra e assassina,  che ha costretto molti a chiedere mutande, non soldi, dopo che l’Aquila e i paesi colpiti dalla scossa sono ancora centri fantasma pieni di cumuli di macerie e molti vivono in terra “straniera”, ora l’onta di sentirsi accusati di essere dei potenziali e pericolosi assassini. Sono loro, i terremotati, la minaccia.  Penso che tutto questo è davvero troppo. Per me, che le scosse le ho sentite, ho avuto paura, ma ho casa e città intatte, è difficile rimanere lucida. E non pensare che si, un pericolo c’è, ma non è potenziale e che c’è anche una mente fragile, che però non non è quella degli abruzzesi.

francesca maria bersani

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Un commento su “L’abruzzo e il pericolo della mente fragile

  1. Pingback: Notizie dai blog su L’Aquila, uno striscione per Berlusconi: “L’unica mente fragile sei tu”

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